L’UNIVIDEO lancia la Campagna 'The End' contro la Pirateria audiovisiva

Venerdì 18 dicembre 2009
Si chiama The End la campagna nata su Impulso dell’UNIVIDEO – Unione nazionale Editoria audiovisiva, e curata dall’agenzia Brand Portal, che sottolinea in modo diretto un concetto sempre più all’ordine del giorno: la pirateria è la fine dei film. E potrebbe segnare, addirittura, “la fine della nostra intera cultura”, come si è spinto a sottolineare anche Filippo Roviglioni, Presidente di FAPAV – Federazione italiana antipirateria – durante l’ultimo incontro avvenuto alle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento.

La creatività prevede uno schermo sul quale compare la classica scritta “The end”, declinata attraverso l’uso di diverse font, che rappresentano i vari generi cinematografici, dalla commedia all’horror, dai film d’amore a quelli western.

L’attività partirà nel mese di Dicembre e continuerà nel 2010 su web e carta stampata di settore.
Si tratta di un’iniziativa è stata lanciata proprio da Univideo, in occasione della presentazione di una relazione del prof. Matteo G. Brega, responsabile dell'Osservatorio sull'immaginario, Università IULM, dalla quale emerge il profilo del downloader in Italia, il Paese denominato del ‘Tutto e subito’. Ebbene, colui che scarica, viene descritto come una persona furba, confusa e disinformata.
Il downloader ha un'alta considerazione delle proprie abilità informatiche, ritiene di saper governare l'ambiente in cui si muove e di essere ben attrezzato per gestire i rischi, ma dinanzi ad un problema deve ricorrere all'aiuto di amici più competenti o ai centri di assistenza…
Il numero degli ‘heavy user’ del web, secondo l’Osservatorio Permanente dei Contenuti digitali, è passato, in effetti, dal 23% del 2007 al 34% nel 2009. Ma forse non tutti sanno che scaricare file illegalmente vuol dire anche spalancare la porta a virus informatici e alla violazione della propria privacy. Con danni economici che potrebbero arrivare a sfiorare i 500 milioni di euro all’anno.

Il 79,8% del totale è convinto di essere abile ed esperto nell'uso del PC, in realtà l'incompetenza degli utenti è la prima causa di guasti al computer segnalata dai centri di assistenza. A scaricare file audiovisivi dalla rete è il 38,2% degli intervistati, mentre un 7,5% dichiara di farlo fare a terzi: sale così al 45,7% la percentuale di popolazione giovane e adulta (dai quindici ai cinquant’anni) che entra in contatto con materiale audiovideo preso in rete.

Fra quanti scaricano personalmente, il 73% dichiara di preoccuparsi dei rischi ma comunque lo fa, mentre il restante 27% non se ne preoccupa affatto, confidando soprattutto nei propri antivirus. Fra questi, solo il 13% è in grado di cavarsela da solo davanti a un problema.

La spesa annuale media in Italia per riparare i danni su computer causati da virus è stimata in 405.816.000 euro. Senza contare i danni morali e non solo, come l’accesso alla propria identità (password e carta di credito) e alla privacy: fotografie, documenti, segreti.

Scaricare, quindi, non è affatto gratis, anche se i rischi sono così ampiamente sottovalutati. Davide Rossi, presidente Univideo, aggiunge: "E' grave che nessuno prima di noi si sia sentito in dovere di segnalare questi rischi al «popolo della rete». Certo, noi abbiamo finanziato questa ricerca perchè la pirateria audiovisiva ci danneggia enormemente, ma mi sento di puntare il dito contro le telecom e i fornitori di accesso ad internet che non si preoccupano di avvisare e tutelare i loro stessi clienti".

Flavio Della Rocca

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