L’UNIVIDEO lancia la Campagna 'The End' contro la Pirateria audiovisiva
La
creatività prevede uno schermo sul quale compare la classica scritta “The end”,
declinata attraverso l’uso di diverse font, che rappresentano i vari generi
cinematografici, dalla commedia all’horror, dai film d’amore a quelli western.
L’attività
partirà nel mese di Dicembre e continuerà nel 2010 su web e carta stampata di
settore.
Si tratta di un’iniziativa è stata lanciata proprio da Univideo, in occasione
della presentazione di una relazione del
prof. Matteo G. Brega, responsabile dell'Osservatorio sull'immaginario,
Università IULM, dalla quale emerge il profilo del downloader in Italia, il
Paese denominato del ‘Tutto e subito’. Ebbene, colui che scarica, viene
descritto come una persona furba, confusa e disinformata.
Il downloader ha un'alta
considerazione delle proprie abilità informatiche, ritiene di saper governare
l'ambiente in cui si muove e di essere ben attrezzato per gestire i rischi, ma
dinanzi ad un problema deve ricorrere all'aiuto di amici più competenti o ai
centri di assistenza…
Il numero degli ‘heavy user’ del web,
secondo l’Osservatorio Permanente dei Contenuti digitali, è passato, in
effetti, dal 23% del 2007 al 34% nel 2009. Ma forse non tutti sanno che
scaricare file illegalmente vuol dire anche spalancare la porta a virus
informatici e alla violazione della propria privacy. Con danni economici che
potrebbero arrivare a sfiorare i 500 milioni di euro all’anno.
Il 79,8% del
totale è convinto di essere abile ed esperto nell'uso del PC, in realtà
l'incompetenza degli utenti è la prima causa di guasti al computer segnalata
dai centri di assistenza. A scaricare file audiovisivi dalla rete è il 38,2%
degli intervistati, mentre un 7,5% dichiara di farlo fare a terzi: sale così al
45,7% la percentuale di popolazione giovane e adulta (dai quindici ai cinquant’anni)
che entra in contatto con materiale audiovideo preso in rete.
Fra
quanti scaricano personalmente, il 73% dichiara di preoccuparsi dei rischi ma
comunque lo fa, mentre il restante 27% non se ne preoccupa affatto, confidando
soprattutto nei propri antivirus. Fra questi, solo il 13% è in grado di
cavarsela da solo davanti a un problema.
La spesa
annuale media in Italia per riparare i danni su computer causati da virus è
stimata in 405.816.000 euro. Senza contare i danni morali e non solo, come
l’accesso alla propria identità (password e carta di credito) e alla privacy: fotografie, documenti, segreti.
Scaricare,
quindi, non è affatto gratis, anche se i rischi sono così ampiamente
sottovalutati. Davide
Rossi, presidente Univideo, aggiunge: "E'
grave che nessuno prima di noi si sia sentito in dovere di segnalare questi
rischi al «popolo della rete». Certo, noi abbiamo finanziato questa ricerca
perchè la pirateria audiovisiva ci danneggia enormemente, ma mi sento di
puntare il dito contro le telecom e i fornitori di accesso ad internet che non
si preoccupano di avvisare e tutelare i loro stessi clienti".
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